Origini ed Attualità della Meditazione Cristiana

Origini ed Attualità della Meditazione Cristiana

in fotografia Lawrence Freeman osb

Per molto tempo si è pensato che l’insieme delle pratiche che vengono comunemente ricomprese dentro la definizione di meditazione[i] fossero estranee alla tradizione occidentale e cristiana. Erano quindi pratiche venate di esotismo e guardate, in alcuni ambienti, con sospetto, a dire il vero non sempre ingiustificato. In ogni caso sulla base di questi approcci tantissimi, in occidente, si sono rivolti alle grandi e straordinarie tradizioni spirituali dell’estremo oriente, dalle pratiche Zen alla meditazione Vipassana alle pratiche Yoga e così via. Ciò ha indubbiamente permesso una vasta diffusione della meditazione, ma anche l’imporsi di una certa visione esotica sulla meditazione stessa. È vero che in molti di questi interessi rivolti alla meditazione vi fossero motivazioni diverse, a volte con espliciti intenti di semplice ricerca di benessere ma anche, è bene sottolinearlo, una genuina ricerca di spiritualità. Anche in ambiente cristiano o segnatamente cattolico si sono viste diverse impostazioni (come ad esempio i Corsi di Meditazione Trascendentale) che innestavano la meditazione di derivazione orientale nella pratica religiosa cristiana, attirando molto consensi ma anche parecchie critiche. Questo tipo di operazione veniva vista dai critici da un lato come un’operazione meramente strumentale, utilizzare la meditazione per “svecchiare” la pratica cristiana, dall’altro come una pericolosa commistione con tradizione non cristiane.

In antitesi con questa impostazione stupirà forse sapere invece che la meditazione ha una robustissima tradizione cristiana, che si origina nelle esperienze della chiesa antica e dei Padri del deserto. Nel V secolo dopo Cristo in occidente, la tradizione cristiano orientale segue un suo particolare percorso, è infine nell’opera di San Giovanni Cassiano, uno dei grandi padri del monachesimo occidentale che abbiamo una completa strutturazione della Meditazione Cristiana. Cassiano infatti nelle sue Conferenze spirituali, dedicate alla formazione dei monaci, diede una prima e completa formulazione di quella che possiamo senz’altro definire come Meditazione Cristiana, basata sul silenzio, la respirazione e la ripetizione di una breve frase, che Cassiano chiama formula da ripetere incessantemente nella preghiera per meglio indirizzare l’orante verso Dio. Cassiano definisce questo tipo di preghiera o meditazione la più elevata, ma al tempo stesso non elitaria, in quanto praticabile da tutti.

Da San Cassiano la tradizione della Meditazione o Preghiera Contemplativa si è, nella tradizione occidentale, inabissata, ma non è mai scomparsa del tutto ed è tornata, come un torrente carsico che appunto scompaia in profondità per poi tornare in superficie. La spiritualità ortodossa, dal suo canto, ha preservato gli insegnamenti dei padri del deserto e di Evagrio Pontico conservandoli nella tradizione dell’Esicasmo e della Preghiera del Cuore.

La preghiera contemplativa, in occidente, è emersa invece nelle parole di Guigo il certosino e nella tradizione monastica della Lectio Divina, continua fonte spirituale di acqua pura e conservata e tramandata a noi dalla tradizione monastica e degli ordini mendicanti. La Lectio Divina continua ad avere una particolare rilevanza, anche nel coinvolgimento dei laici e non solo dei religiosi, segnatamente tra i domenicani.

Un’altra importante emersione della preghiera contemplativa lo abbiamo avuto nello straordinario insegnamento meditativo ed ascetico dei domenicani medievali Maestro Eckhart e dei suoi allievi Taulero ed il Beato Suso. Eckhart ed i suoi allievi ci hanno fornito uno straordinario, complesso e completo insegnamento meditativo che è oggi possibile riscoprire, rivivere e valorizzare anche alla luce dell’esperienza meditativa contemporanea.

Ma prima dei renani, già nella preghiera del fondatore dell’Ordine dei Predicatori, San Domenico di Guzman troviamo una interessante esempio di preghiera contemplativa. Nel codice medioevale I modi di Pregare di San Domenico, troviamo infatti, nell’esempio del fondatore dei domenicani, una preghiera che si fa meditazione, una preghiera non solo vocalica ma che passa costitutivamente dal corpo, dove l’esperienza corporea diventa esperienza meditativa ed orante. Non a caso recentemente è stata sottolineata l’importanza che gli insegnamenti di Giovanni Cassiano hanno avuto nella formazione dei frati domenicani, in particolar modo nel medioevo

La corrente carsica della preghiera contemplativa si è si è infine radicato nella sistemazione di un monaco (o frate) anonimo, che sulla scorta degli insegnamenti della Lectio Divina e di Maestro Eckhart redasse un’opera straordinaria (nel XIV secolo) La Nube della Non Conoscenza, uno straordinario manuale di Meditazione e di Vita Spirituale, dove riprendeva e sistematizzava gli insegnamenti di Cassiano e dei renani. L’anonimo autore della Nube, per esempio, rispetto alla formula di Cassiano che verrà ripresa più tardi da Main con il termine mantra, usa la definizione “una piccola parola”.

Ai nostri tempi è toccato a due monaci, il già citato benedettino John Main ed il trappista Thomas Keating riprendere e riformulare, per la pratica di tutti, la tradizione della Meditazione Cristiana. Main (morto nel 1982), che in passato aveva avuto esperienze meditative in India, ha creato il Movimento della Meditazione Cristiana, basato sugli insegnamenti di San Giovanni Cassiano e incentrato su una meditazione silenziosa di tipo mantrico che utilizza la parola aramaica maranatha . Dopo la morte di Main la direzione spirituale del movimento è stata assunta dal camaldolese Lawrence Freeman, amico, collaboratore e continuatore di Main.  Thomas Keating, purtroppo recentemente scomparso, rielaborava invece dal canto suo la tradizione meditativa cristiana e l’insegnamento del confratello e amico Thomas Merton, che numerose vie di dialogo aveva aperto tra le varie tradizioni monastiche e contemplative, nella Centering Prayer (Preghiera di Centratura) dando ugualmente vita, come Main ad un movimento meditativo mondiale molto vitale e composto in gran parte di laici. Nella traduzione in italiano di alcune opere di Keating il termine Centering Prayer stato reso con Preghiera del Silenzio, locuzione che sebbene affascinante non rende del tutto, a mio avviso e come vedremo tra breve, il senso della proposta del monaco trappista.

Recentemente, in ambito domenicano[ii], si sta sperimentando una pratica meditativa basata sulla tradizione dell’Ordine e che unisce, nella dimensione ascetica di Eckart, Taulero e Suso, la Lectio Divina con una Meditazione silenziosa basata sulla tecnicalità proposta da san Cassiano, quindi la formula, e con una preghiera corporea ispirata alla lezione di San Domenico.

Lawrence Freeman sottolinea ai meditatori cristiani, nel suo testo “Luce interiore. La via della meditazione”, come il termine meditazione oltre alla consueta accezione vista appunto come sinonimo di riflessione, come abbiamo già evidenziato, ne avesse originariamente un altro. Ovvero il termine meditatio veniva inteso come stare in medio, ovvero “stare al centro”, locuzione che direi esprime profondamente il senso di tutte le pratiche meditative ed, in particolare, di quelle cristiane, ma anche il senso profondo della preghiera. Al centro della vita del cristiano vi è appunto Dio, ed a Lui che la Meditazione Cristiana pone al centro, come appunto definito dalla felice locuzione di Keating “Centering Prayer”. La Meditazione Cristiana ha quindi la consapevolezza di cosa sostanzialmente ed essenzialmente sia: è preghiera. Come forma autenticamente cristiana di preghiera rappresenta quindi non solo una straordinaria occasione di riscoperta della sua tradizione, ma anche e sopratutto una chance di avvicinare sensibilità diverse, altrimenti lontane, alla Lieta Novella annunziata dal Cristo.

La Meditazione Cristiana quindi sembra oggi aver superato la fase carsica, il suo torrente scorre oggi ricco e fluente in superficie e l’orizzonte davanti a sé, nel rispetto degli insegnamenti dei maestri è sempre più ricco di prospettive e di apporti alla Chiesa Universale.

Bibliografia essenziale

Anonimo del XIV secolo “La Nube della non conoscenza” Adelphi 1998

Aubin C, “Pregare con il corpo” Edizioni Qiqajon 2016

Dyckhoff P, “Pregare con il corpo. Alla scuola di San Domenico” Ancora, Milano 2005

Dyckhoff P, “La preghiera della quiete. Alla scuola di Giovanni Cassano” Neri Pozza Editore, Vicenza 1992

Eckhart, “Dell’uomo nobile” Adelphi, Milano 1999

Eckhart, “Sermoni tedeschi” Adelphi, Milano 1985

Freeman L, “Luce interiore. La via della meditazione” Edizioni Appunti di viaggio, Roma 2000.

Keating T, “La preghiera del silenzio. Dimensione contemplativa del vangelo” Edizioni Cittadella , 1995  

Main J, “Dalla Parola al silenzio. Via semplice alla meditazione” Edizioni Appunti di viaggio, Roma 1995


[i]Il termine Meditazione ha invero una dimensione semantica più ampia ed, in particolare, rimanda anche ad una serie di attività mentali e filosofiche di tipo riflessivo, ampiamente diffuse e presenti nella tradizione occidentale e cristiana. Qua ci occuperemo tuttavia dell’accezione comune e oramai dominante del termine, usando invece il termine riflessione, come oramai nell’uso corrente, per questo seconda accezione.

[ii]https://www.facebook.com/meditazionedomenicana/

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